International Jazz Day: non basta ascoltarlo, bisogna guardarlo

LA LA LAND: Conflitto e compromesso

Storia d’amore tra un musicista jazz, Sebastian, e un’aspirante attrice, Mia. Se una donna ti dice di odiare il jazz, tu cosa fai? La risposta è ovvia: la porti in un jazz bar. Sebastian spiega a Mia che questo genere è nato perché persone di lingue diverse avevano l’esigenza di comunicare. Il jazz non è solo elevator music, jazz da sottofondo, rilassante. Non basta ascoltarlo, bisogna vederlo. Ogni musicista jazz, quando suona, sta anche componendo. Il jazz è “conflitto e compromesso ed è nuovo ogni volta”.

GLI ARISTOGATTI: Tutti quanti voglion fare il jazz

Chi non è cresciuto con questo film d’animazione? Parigi, inizio ‘900. Romeo porta Duchessa sui tetti della ville lumiere e poi in una casa abbandonata. Qui trovano una jazz band formata da gatti randagi, amici di Romeo. Tra loro c’è Scat Cat, personaggio ispirato al trombettista americano Louis Armstrong. Il jazz nasce negli Stati Uniti, in esso si fondono culture differenti e improvvisazione, ed è proprio quest’ultima a rappresentare l’elemento peculiare del jazz. E si sa che “Resister non si può al ritmo del jazz!”

GREEN BOOK: Jazz vs pregiudizio razziale

Vincitore di ben tre premi Oscar nel 2019, ispirato a una storia vera. Anni ’60. Tony Lip e Don Shirley formano una coppia molto insolita: un ex buttafuori di un nightclub (un po’ razzista) e un pianista afroamericano di fama mondiale (un po’ con la puzza sotto il naso). Alla fine della tournée che li vede impegnati nel Sud degli Stati Uniti, dove è ancora vigente la segregazione razziale, Tony porta Don in un jazz bar dove finalmente il pianista può dare sfogo alla sua ispirazione musicale improvvisando un pezzo blues.

SOUL: Come fare jazz cadendo in un tombino

Il protagonista, Joe, è un insegnante di musica alla scuola media. Il suo sogno più grande? Diventare pianista jazz. Come riuscirci? Si presenta alle audizioni per la band di Dorothea Williams, una nota jazzista ma anche una tipa non esattamente simpatica. Joe ottiene il posto ma nel tornare a casa (così contento da non riuscire a fare attenzione a ciò che lo circonda) cade in un tombino. Come si dice? Ah, la sfiga. “Soul” non è solo un film denso di spiritualità, è anche un viaggio alla ricerca della propria scintilla e della bellezza delle piccole cose. E ha vinto pure due premi Oscar quest’anno.

di Giorgia Bozzetto

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